Ricerca e Innovazione

Come sottolineato dalla gran parte della letteratura, la maggiore apertura internazionale a sua volta influenza positivamente l’attitudine delle imprese ad innovare e a svolgere attività di ricerca (ne è anche influenzata in un circuito virtuoso).

Il quadro relativo al dinamismo delle entità produttive di minore dimensione viene confermato se si guarda l’attività di Ricerca e al modo in cui viene effettuata.

Percentuale di imprese che svolge attività di R&S, 2008 e 2009

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La modalità seguita per fare ricerca da parte delle micro imprese merita infatti una riflessione particolare. Il 5,8% delle micro imprese ha attivato nel 2009 programmi di R&S, con una spesa media per la ricerca (tra coloro che realizzano R&S) di circa l’11% del proprio fatturato. Il modo in cui la ricerca può essere effettuata (ricerca interna all’azienda, cooperazione con altre imprese, incarico a soggetti terzi, rapporti con Università ed altro) varia in modo significativo. Soprattutto le micro-imprese e le piccole ricorrono prevalentemente ad attività esterne. Nel complesso, fatto 100 il totale di spesa in R&S, le aziende con 1-9 addetti impiegano il 66,1% di tali risorse per realizzare all’esterno tali funzioni. In particolare i canali più utilizzati sembrerebbero essere quelli che prevedono relazioni con i laboratori ed i centri di ricerca esterni (17,3%), con altre imprese (16.5%) e quelli con le Università (15,7% ed in sensibile aumento rispetto al dato 2008). Anche in questo contesto emerge, seppur con entità non elevata, una presenza di relazioni internazionali per le micro imprese. Il 4,4% delle imprese tra 1 e 9 addetti che svolge attività di R&S esterna opta per rapporti collaborativi di ricerca con soggetti esteri di vario genere (università, imprese o centri di ricerca).

L’opzione di essere presenti (in modi molto differenziati) sui mercati esteri rappresenta un criterio discriminante molto forte e di rilievo anche rispetto al binomio settore/dimensione nello spiegare il peso dell’innovazione nelle attività di impresa. La figura successiva sintetizza le percentuali di imprese innovatrici  in funzione del loro grado di Internazionalizzazione.

Percentuale di imprese che ha introdotto almeno una forma di innovazione, per grado di Internazionalizzazione, 2008 e 2009


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Nel corso del biennio 2008-2009 si è assistito ad una generale e sistematica riduzione del flusso di innovazioni per ogni classe dimensionale, è tuttavia interessante sottolineare come il calo dell’attività innovativa sia crescente al crescere della vicinanza al mercato dell’innovazione: la categoria di innovazioni più colpita sembrerebbe esser stata quella delle innovazioni di prodotto principali. Viceversa le innovazioni tese alla riduzione dei costi o al miglioramento più generale della competitività (innovazioni organizzative e gestionali) sembrerebbero resistere anche in un periodo di crisi.

Incrociando i dati relativi all’Internazionalizzazione ed all’Innovazione emerge in modo molto netto la relazione tra il grado di apertura internazionale e la propensione ad innovare. Nel dettaglio si assiste ad una crescita della probabilità di innovare all’aumentare della complessità del tipo di attività svolta sui mercati esteri. Questo fenomeno rimane inalterato (sia pure con le naturali differenze) per tutte le classi dimensionali.