Fatti in cerca di idee

Siamo sicuri che il sistema industriale italiano corrisponda all’immagine che ce ne viene continuamente proposta? E, soprattutto, siamo sicuri di come dovrebbe essere per funzionare al meglio? Di certo, tutti si affannano a desiderare il «sistema paese» in un certo modo: con molte grandi imprese, con settori high tech, con specializzazioni di avanguardia, con grandi aperture ai mercati internazionali…Il fatto è che non si considera abbastanza la nostra struttura industriale per quella che è: meno avvenente, ma forse anche meno gracile; con i tanti punti di debolezza, ma anche con qualche punto di forza.

Del resto in una fase di profonda crisi internazionale, in Italia non c’è una visione strategica in grado di sostenere la parte di sistema produttivo più sana, quella che quotidianamente cerca di innovare e di crescere. Se si perdessero parti importanti della nostra cultura produttiva, in attesa di grandi riforme di là da venire, gli effetti potrebbero essere gravi e non facilmente reversibili. La tesi che noi sosteniamo, viceversa, è che una politica pubblica in questo campo è possibile, come in tutti gli altri paesi, sia pure passando attraverso un bagno di umiltà, e discutendo e analizzando obiettivi, strumenti e processi nei loro dettagli operativi e non solo nei principi generali.

Il lavoro, che si apre in prefazione con alcune interessanti considerazioni di Alessandro Profumo, offre molti spunti di riflessione sul nostro sistema industriale a partire da un’analisi attenta dei “fatti”, appunto, disegnando un quadro che in buona parte si discosta dalle interpretazioni che ci vengono proposte da ampia parte della letteratura e da quelle maggiormente diffuse tra i media.

Quasi sempre queste analisi non considerano adeguatamente la nostra struttura per come è realmente, con i tanti punti di debolezza, ma anche con qualche punto di forza. Soprattutto non si analizza con cura in quale modo è possibile sostenere gli sforzi di chi si impegna e compete sui mercati nazionali e internazionali pur essendo in prevalenza “piccolo e nero” e non “alto, biondo e con gli occhi azzurri”. (…) Si vuole sostenere che è opportuno non trascurare le numerose parti di qualità presenti in tutti i segmenti produttivi e in tutte le dimensioni e soprattutto che occorre partire dai “fatti”, ovvero da ciò che esiste realmente, e comprenderne meglio caratteri e dinamiche.”

La riflessione sulla struttura produttiva italiana proposta nel saggio si basa largamente sulle ultime due indagini campionarie che la MET ha realizzato nel terzo trimestre 2008 e nel quarto trimestre 2009. Si tratta di indagini di quantità e qualità particolari. Complessivamente sono state raccolte oltre 47.000 interviste ad imprese industriali e dei servizi alla produzione (anche con tecniche panel per poco meno di 13.000 casi) tra il 2008 e il 2009.

Nel libro si propone inoltre una ricostruzione analitica dei flussi finanziari dedicati al sostegno delle imprese, basandosi su una rilevazione diretta dei dati dalle diverse amministrazioni competenti.

“Il tema delle politiche per le imprese rappresenta naturalmente uno snodo fondamentale del ragionamento che si propone: pochi campi dell’economia sembrano caratterizzati dalla presenza di tanti luoghi comuni e di tante posizioni non documentate e preanalitiche come avviene nel caso delle politiche industriali. (…) La tesi di questo volume è che non si può ridurre tutto a due sole posizioni: da un lato, chi sostiene l’inutilità delle politiche in esame e la necessità di un loro azzeramento e, dall’altro, chi le considera valide in assoluto e tali da essere perseguite sempre e comunque. Va rivendicata una possibilità di giudizio in cui sia utile analizzare i problemi e gli errori registrati e sia anche possibile indicare i correttivi necessari.”

Per chi volesse approfondire le principali tematiche affrontate nel saggio si propone la lettura della prefazione curata da Alessandro Profumo, ex Amministratore Delegato del gruppo UniCredit, e il capitolo introduttivo di Raffaele Brancati.

La prefazione di Alessandro Profumo

Il capitolo introduttivo

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